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Il Vino

Alambicco: Discontinuo a bagnomaria di tipo tradizionale a comando
manuale
Aspetto: Limpido
Profilo aromatico: Intenso, persistente, emerge subito un sentore
di viola e poi d'acacia; la sua persistenza è affidata a un tenue ma
duraturo aroma di pesca bianca e salvia
Gusto: Suadente percorre le papille della bocca senza spigoli e sbavature,
con una straordinaria morbidezza che rafforza l'importanza emersa
dai profumi di questo re dei distillati d'uva.
Grado alcolico: 43% vol.
Maturazione: In acciaio inox per minimo 6 mesi.

Il Vigneto

Superficie (Ha): 14
Vitigni impiantati: Moscato Bianco
Anno di impianto: 1979
Altitudine (m): 280 S.L.M.
Esposizione: Sud Sud-Ovest
Giacitura: Collinare
Natura del terreno:Marnoso-Calcarea
Perdenza del terreno: 20-30%

 

Opera in Etichetta

ALESSANDRO LUPANO

ZOOM | SCHEDA

Azienda Agricola C A U D R I N A di R o m a n o D o g l i o t t i | 20, Strada Brosia CASTIGLIONE TINELLA 12053 (CN) ITALIA | P.IVA: IT02583750043

ALESSANDRO LUPANO

Come scrisse Primo Levi: "… Lupano è un uomo che viene da lontano, come la sua arte. Per lui la pietra non è un supporto o un campo d’azione e neppure una materia da violentare, ma un cosmo, una visione, un segno concreto."

Il 24 ottobre 2000 si chiudeva l’avventura terrena di Alessandro Lupano, uomo libero, spirito anarchico e artista multiforme.
Era nato a Sannois (Francia) nel 1925, figlio di un muratore casalese riparato all’estero per antifascismo.
Iniziò la sua attività artistica nella seconda metà degli anni trenta a Parigi, in un ambiente ricco di stimoli culturali.
La sua giovinezza fu avventurosa: arruolatosi giovanissimo nella Marina, visse gli anni del secondo conflitto mondiale in prima linea fino all'epilogo della prigionia in Germania che, nella sua vita e nella sua arte, lasciò un segno profondo.

Negli inquieti anni del dopo guerra trova lavoro a Torino negli altiforni della Michelin ma, nel tempo libero, con tenace volontà e da autodidatta, lontano da ogni accademia e consorteria, continua il suo lavoro artistico utilizzando materiali poveri, legati alla terra ed al mondo contadino: pietre di fiume e di collina, coppi, mattonelle, vecchi ferri, legni, ossa.
Dall’amatissimo Céline attinse la massima che gli fece sempre da stella polare 'Si è artisti con quel che si trova”, sintesi estrema della sua filosofia di vita.
Per sfuggire alla morsa opprimente di una città che identificava soprattutto con una dura condizione operaia, elesse a “bueno retiro” il piccolo borgo di Scandeluzza nel Basso Monferrato, dove in un’antica casa in pietra e mattoni stabilì il suo laboratorio.
Qui, a stretto contatto con la campagna dove cercava la materia grezza da trasformare in scultura, tra gente semplice, trovò l’ambiente congeniale per vivere e lavorare.
In questo tranquillo e appartato angolo di campagna monferrina, l’officina di Lupano produsse un lavoro enorme con migliaia di opere ormai sparse per il mondo, gelosamente custodite da una cerchia di fedeli collezionisti.
Uomo di grande umanità e cultura, accoglieva tutti con semplicità e generosità, aprendo le porte della sua saggezza, introducendoli nel fuoco vivo della sua arte. 

Alessandro Lupano su Facebook