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I nostri vini

Moscato d'Asti
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Piemonte Chardonnay
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Come nasce

L’uva moscato, aromatica per eccellenza, necessita di una tecnica di
vinificazione particolare per conservare nel vino tutta la fragranza
del frutto.

Immediatamente dopo la raccolta rigorosamente a mano l’uva è
pressata delicatamente e il mosto ottenuto reso brillante con
chiarificazioni e filtrazioni.

Tale succo d’uva si conserva in vasche frigorifere sino al momento
dell’elaborazione in autoclave per l’ottenimento di un vino vivace
mediante una fermentazione condotta a temperatura controllata
con l’impiego di lieviti selezionati.

il Processo produttivo è identico per i diversi moscati anche se ognuno
di essi presenta caratteristiche qualitative particolari, conferite dai
differenti vigneti di origine.

Il Vigneto

Superficie (Ha): 11
Vitigni impiantati: Moscato
Anno di impianto: 1979
Numero ceppi per ettaro: 4500
Altitudine (m): 280 S.L.M.
Esposizione: Sud Sud-Ovest
Giacitura: Collinare
Natura del terreno:Marnoso-Calcarea

Il Vino

Vino: Vivace naturale
Colore: Giallo paglierino carico
Profumo: Aromatico, con sfumature floreali delicate
Sapore: Dolce, gradevolmente acidulo, con aroma delicato e persistente
Abbinamenti: Ottimo vino da dessert, si sposa felicemente con pasticceria secca con il classico panettone o la colomba pasquale, per il suo moderato contenuto alcolico è ben accetto anche come dissetante bevanda estiva

Opera in Etichetta

ALESSANDRO LUPANO

ZOOM | SCHEDA

Azienda Agricola C A U D R I N A di R o m a n o D o g l i o t t i | 20, Strada Brosia CASTIGLIONE TINELLA 12053 (CN) ITALIA | P.IVA: IT02583750043

ALESSANDRO LUPANO

Come scrisse Primo Levi: "… Lupano è un uomo che viene da lontano, come la sua arte. Per lui la pietra non è un supporto o un campo d’azione e neppure una materia da violentare, ma un cosmo, una visione, un segno concreto."

Il 24 ottobre 2000 si chiudeva l’avventura terrena di Alessandro Lupano, uomo libero, spirito anarchico e artista multiforme.
Era nato a Sannois (Francia) nel 1925, figlio di un muratore casalese riparato all’estero per antifascismo.
Iniziò la sua attività artistica nella seconda metà degli anni trenta a Parigi, in un ambiente ricco di stimoli culturali.
La sua giovinezza fu avventurosa: arruolatosi giovanissimo nella Marina, visse gli anni del secondo conflitto mondiale in prima linea fino all'epilogo della prigionia in Germania che, nella sua vita e nella sua arte, lasciò un segno profondo.

Negli inquieti anni del dopo guerra trova lavoro a Torino negli altiforni della Michelin ma, nel tempo libero, con tenace volontà e da autodidatta, lontano da ogni accademia e consorteria, continua il suo lavoro artistico utilizzando materiali poveri, legati alla terra ed al mondo contadino: pietre di fiume e di collina, coppi, mattonelle, vecchi ferri, legni, ossa.
Dall’amatissimo Céline attinse la massima che gli fece sempre da stella polare 'Si è artisti con quel che si trova”, sintesi estrema della sua filosofia di vita.
Per sfuggire alla morsa opprimente di una città che identificava soprattutto con una dura condizione operaia, elesse a “bueno retiro” il piccolo borgo di Scandeluzza nel Basso Monferrato, dove in un’antica casa in pietra e mattoni stabilì il suo laboratorio.
Qui, a stretto contatto con la campagna dove cercava la materia grezza da trasformare in scultura, tra gente semplice, trovò l’ambiente congeniale per vivere e lavorare.
In questo tranquillo e appartato angolo di campagna monferrina, l’officina di Lupano produsse un lavoro enorme con migliaia di opere ormai sparse per il mondo, gelosamente custodite da una cerchia di fedeli collezionisti.
Uomo di grande umanità e cultura, accoglieva tutti con semplicità e generosità, aprendo le porte della sua saggezza, introducendoli nel fuoco vivo della sua arte. 

Alessandro Lupano su Facebook